Siena Cuore…nel cuore di Siena

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Riceviamo e pubblichiamo questo interessante articolo dei ragazzi della classe II C della scuola San Bernardino in cui ci raccontano la manifestazione di sabato 14 maggio u.s. realizzata grazie all’Associazione Siena Cuore, un gruppo  costituito prevalentemente da professionisti sanitari (medici e infermieri), volontari del soccorso e cittadini che si occupano di sensibilizzare e promuovere l’impiego dei defibrillatori mediante iniziative di informazione e la donazione di apparecchi acquistati attraverso la raccolta di fondi.

Un’ occasione per imparare cose nuove e importanti, responsabilizzarsi, ma anche per stare insieme e divertirsi… leggete un po’ cosa hanno fatto… 😉

siena cuore“Se ci capita di trovare una persona che si è sentita male per strada cosa facciamo ?

Basta seguire i corsi di primo soccorso organizzati dalle associazioni di volontariato, tra queste “Siena Cuore”. Le attività per le scuole di Siena, si sono appena concluse con una manifestazione in Piazza del Mercato.

Sabato 14 maggio 2016 si è infatti tenuta una ” festicciola ” in onore di tutti coloro che hanno seguito questi corsi . L’idea , per quanto semplice , ha attirato tutti gli alunni e li ha portati nel mondo del divertimento insieme ad altre scuola ed ad altre persone .
L’attività prevedeva un percorso divertente riguardante gli oggetti e le manovre da fare durante un salvataggio . Ma non solo, dopo la stancante , ma entusiasmante , attività, ad aspettare tutti gli alunni vi erano numerosi luoghi dove rifornirsi con pizzette , ciaccini , crostate e spuntini di ogni tipo . Secondo i pareri di molti alunni che hanno partecipato la parte più divertente è stata il percorso definito con le parole: divertente , utile , creativo e fantasioso . Anche lo spuntino , però , ha suscitato belle emozioni gli alunni sono, infatti , tornati a casa con la voglia di saltare pranzo e merenda!
Alla fine del percorso tutti i partecipanti hanno trovato una sorpresa molto gradita: l’attestato che dichiara che l’alunno ormai è in grado di salvare una persona in pericolo di vita . La dichiarazione è accompagnata dal famoso simbolo dell’associazione Siena Cuore e dalla firma del presidente. L’ambiente carico di entusiasmo e di gioia che si è manifestato soprattutto dopo il tiro alla corda che dava inizio al percorso.

Lo scopo ? Imparare a conoscere meglio gli strumenti medici e le loro funzioni attraverso indovinelli o semplici richieste poste a noi ragazzi.
A guadagnarci, però , non sono solo stati solo gli alunni (imparare qualcosa di nuovo è sempre un premio) ma anche le scuole che hanno ricevuto un regalo molto utile un Defibrillatore. Prima i corsi gratuiti che hanno insegnato a noi ragazzi le basi della BLS-D ora anche un dispositivo DAE per gli istituti partecipanti che permetterà alle scuole partecipanti di essere più sicure. Siena oggi è quindi cardioprotetta, più di quanto già non fosse, con un defibrillatore in ogni scuola.”

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“IL PAESE SENZA PAROLE” di Rosso Teatro/Atelier Teatro Danza vince IN-BOX VERDE 2016

in box verdeÈ “Il paese senza parole” di Rosso Teatro/Atelier Teatro Danza lo spettacolo vincitore di In-Box Verde 2016.

Al termine della 2 giorni di rassegna dedicata al teatro ragazzi a Siena, prima settimana di In-Box Dal Vivo, è stato lo spettacolo della giovane compagnia veneta ad aggiudicarsi tutte le repliche in palio, e nei prossimi mesi comincerà il suo tour in giro per i teatri italiani partner della rete In-Box, creata da Straligut Teatro.
Lo spettacolo -che vede in scena Marianna Batelli e Alessandro Rossi, anche drammaturgo insieme al regista Roberto Anglisani ed è liberamente ispirato al libro per ragazzi “La grande fabbrica delle parole” di Agnés de Lestrade- è un’opera che miscela con efficacia teatro di narrazione e danza, ed utilizzando questa commistione di linguaggi non comune nell’ambito del teatro ragazzi, costruisce un racconto sull’importanza delle parole e delle storie da poter raccontare, dove gli occhi e le orecchie possono immaginare mondi nuovi, emozioni che non sono visibili se non attraverso il corpo e il movimento.
“Il paese senza parole” prevale in una “Selezione In-Box Verde 2016” comunque ricca di spettacoli interessanti e dalla qualità media elevata: “Piccolo Passo” di Kosmocomico Teatro, “Andarsenen – Una piccola fiammiferaia” di Gloria Gulino/HeART, “Capitani Coraggiosi” di Bam! Bam! Teatro.
in box verde 2Una qualità premiata da un risposta di pubblico complessivamente molto positiva nell’arco delle 2 giornate di programmazione: anche grazie alla sinergia con un altro progetto Straligut, Can You RePET, sono stati più di 800 gli spettatori, in grandissima maggioranza bambini delle scuole elementari, che hanno assistito ai 4 spettacoli in cartellone al Teatro dei Rozzi e al Teatro del Costone di Siena.
A partire dall’estate 2016 lo spettacolo vincitore comincerà la sua circuitazione nei teatri partner della rete verde: Armunia, Arti Vive Habitat, Campsirago Residenza, Elsinor/Teatro Testori, Kronoteatro, Operaestate/B.Motion, Rete Teatrale Aretina, TeatrInScatola, Teatro del Cerchio, Teatro dell’Argine, Teatro Telaio.
Archiviata con successo la prima settimana di programmazione di In-Box Dal Vivo, Siena attende l’arrivo dei finalisti di In-Box Blu (prosa): il programma della seconda settimana è molto ricco e prevede 9 spettacoli nell’arco di 4 giorni; anteprima mercoledì 18: “L’insonne” di Lab121, spettacolo vincitore In-Box 2015, che andrà in scena ai Rozzi alle 21.30, passando idealmente il testimone alla entrante “Selezione In-Box Blu 2016”. Dal 19 al 21 sarà la volta dei 6 finalisti e delle 2 residenze In-Box 2015: la festa del teatro contemporaneo continua a Siena.
In-Box è un progetto di Straligut Teatro realizzato col sostegno del Comune di Siena, di Fondazione Toscana Spettacolo Onlus e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Per In-Box Dal Vivo sono partner anche Ricrea, Rilegno, Corepla, Chiantibanca e Unicoop Firenze; l’Università degli Studi di Siena, Usiena Welcome e Dsu Toscana; Texi, Confesercenti Siena, Nanaproject, Cacio&Pere, Liberamente Ossteria.

INFO
Straligut Teatro – In-Box
tel +39 371 1618585 – info@inboxproject.itwww.inboxproject.it

Fondazione Toscana Spettacolo onlus
www.toscanaspettacolo.it


In-Box Millennials: il teatro visto dai giovani

 

in box giuriaCall per giovani tra i 18 e i 30 anni

Arci Siena, in collaborazione con Straligut Teatro, all’interno del progetto BraiNetrete di centri di produzione culturale, progetto tra i vincitori di “Giovani Attivi”, Bando di aggregazione giovanile ed animazione finanziato da Regione Toscana – Giovanisì (www.giovanisi.it), in accordo con il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, propone una call per la partecipazione ad In-Box Millennials, percorso formativo rivolto ai giovani tra i 18 e i 30 anni.

Il percorso mira alla formazione di una giuria popolare composta da under 30 che prenderà parte gratuitamente al festival di teatro contemporaneo In-Box Dal Vivo, a Siena, nei giorni 18-21 maggio. Dopo aver visto tutti gli spettacoli, coadiuvati da un critico ed una regista professionisti, gli “In-Box Millennials” eleggeranno il loro vincitore, che sarà programmato dal network di In-Box nella stagione 2016-17

La partecipazione è gratuita  Per iscriversi occorre comunicare nome, cognome, corso di studi, recapito e-mail e telefonico all’indirizzo e-mail info@inboxproject.it con oggetto “In-Box Millenials” .

Dopo la prima settimana di programmazione ecco il vincitore in-box verde 2016  al link


Siblogga

SiBlogga è uno spazio di comunicazione permanente per affrontare insieme ai ragazzi quelle tematiche e quelle necessità percepite come prioritarie e importanti.
Notizie, eventi, proposte di formazione, opportunità di lavoro, curiosità su Siena, interviste, progetti nelle scuole e molto altro da condividere, insieme. Un canale privilegiato, diretto, per dialogare, progettare, favorire la partecipazione e il coinvolgimento dei giovani alla costruzione delle politiche giovanili territoriali.


Referendum: di cosa stiamo parlando?

a cura di Maria Rita Rizzolo

Trivelle-referendumDomenica 17 aprile 2016, il popolo italiano è stato chiamato a votare per il referendum sulle trivelle, prima di entrare nel merito della questione e vedere quali sono stati i risultati e i dati sull’affluenza alle urne, abbiamo il dovere di informarci su che cosa sia un referendum e a che cosa serva. Il referendum è uno strumento di democrazia diretta, in quanto il popolo è chiamato a decidere su questioni di interesse nazionale; il referendum è regolato dalla Costituzione italiana e dalla legge n°325 del 25 maggio1970. Esso può essere di tre tipi: abrogativo, regolato all’art 75 della Costituzione; costituzionale, regolato dall’art 138 della Costituzione, o per la modificazione territoriale delle regioni, regolato dall’art 132 della Costituzione. Sono abrogativi quando servono ad abrogare, totalmente o parzialmente, una legge o un atto; consultivi quando sono utilizzati per conoscere il parere del popolo su una determinata questione politica; confermativi per chiedere il consenso popolare perché una legge entri in vigore. Il referendum è, quindi, per il popolo un potente strumento di sovranità poiché vincola il legislatore al rispetto della volontà del popolo. Esso rappresenta, anche, un indice con il quale possiamo misurare la maturità politica di un popolo che, avendo la possibilità di esprimere la propria opinione attraverso il voto, che è un diritto e un dovere del cittadino, deve recarsi alle urne ed esprimere il suo punto di vista.
Il referendum del 17 aprile, voluto da 10 regioni italiane, era di tipo consultivo e poneva ai cittadini un quesito: “Volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane, anche se vi è ancora gas o petrolio?” , esso proponeva di abrogare o meno il Comma 17 dell’articolo 6 relativo al DdL n°152 del 3 aprile 2006 che prevede lo sfruttamento e la ricerca di giacimenti petroliferi o di gas naturale nel territorio nazionale compresi i mari entro dodici miglia dalla costa. Votando si, si abrogava questa possibilità, votando no, si sceglieva di sfruttare ancora i giacimenti petroliferi delle acque territoriali.

Come sappiamo, il referendum, non ha superato il quorum, perché meno della metà dei votanti più uno si è recata alle urne, percentuale che sarebbe stata necessaria perché il referendum fosse tenuto in considerazione dal governo per decidere sulla questione. I dati rivelati dall’Ansa parlano chiaro: su un popolo di 50.675.406 elettori, sono stati solamente 15.806.788 i votanti, tra questi il 85,84% ha votato SI per interrompere le estrazioni nelle acque territoriali alla scadenza delle concessioni con conseguente smantellamento delle trivelle, il 14, 16% ha votato invece NO a favore della continuità nello sfruttamento dei giacimenti nelle acque territoriali.
Adesso le associazioni per SI intendono presentare ricorso presso il Ministero dello Sviluppo Economico, in quanto affermano che il provvedimento prevede il rinnovo delle concessioni ancora in vigore, non delle concessioni scadute, e che quindi le compagnie petrolifere starebbero estraendo senza alcuna autorizzazione.
Un altro dato che incuriosisce è quello della bassa affluenza dei votanti, perché se il 31,9% degli elettori si è recato alle urne, la restante parte ha preferito non esprimersi sulla questione. Complice la scarsa informazione da parte dei media e le scorrette informazioni che spopolavano sui social e sul web?

Per saperne di più…. Trivelle sì Trivelle no 😉

Il comitato VOTA SI PER FERMARE LE TRIVELLE, invitava la popolazione a rispondere affermativamente al quesito per diversi motivi: I sostenitori del NO tra cui il comitato OTTIMISTI E RAZIONALI e il sindacato nazionale CGIL presentava diversi altri motivi a sostegno della causa:
1. le società petrolifere sono tenute a versare solamente il 7% del ricavato nelle casse dello stato, esportando il resto del prodotto, pertanto si trivella il “nostro” mare inutilmente; 1. evitare le perdite degli investimenti e di migliaia di posti di lavoro sulle piattaforme;
2. l’estrazione del petrolio comporta un grave danno economico per il turismo, il patrimonio culturale e la pesca che sono tutti settori fondamentali per l’economia Italia; 2. le trivellazioni non hanno mai inquinato afferma Giovanni Esentato, giornalista e segretario di AISI (Associazione Imprese Subacquee Italiane), al contrario limitano l’inquinamento in quanto l’estrazione del 10 % del petrolio in Italia, ha evitato il transito delle petroliere straniere, nei nostri mari, che avrebbero potuto inquinare;
3. l’estrazione dei combustibili fossili comporta, inoltre un grave danno al clima terrestre motivo per cui 194 paesi alla Conferenza di Parigi, tenutasi nel dicembre del 2015, si sono impegnati a limitare riscaldamento del globo sotto i due gradi nei prossimi anni; 3. le trivellazioni verrebbero comunque fatte da altri paesi, Grecia, Croazia, Montenegro, attraverso le perforazioni oblique;
4. votare si sarebbe stata una scelta ambientalista e sostenibile, ed è oltretutto un monito al governo per investire di più sulle risorse rinnovabili, in quanto l’Italia non è ricca di giacimenti petroliferi pertanto è inutile continuare a trivellare perché questo non ridurrebbe la dipendenza energetica dell’Italia dall’estero, 4. il referendum sarebbe stato, secondo le organizzazioni a supporto del NO, uno strumento politico per mettere pressione al governo che ha tolto autonomia e competenza alle regioni;
5. Secondo un report dell’ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), tra il 2012 e il 2014 si è registrato un inquinamento, dovuto all’attività dei 130 impianti, superiore ai livelli stabiliti dalla legge secondo cui si sono verificate contaminazioni preoccupanti da idrocarburi policiclici aromatici e metalli pesanti, molte di queste sostanze sono in grado di risalire la catena alimentare fino a raggiungere gli esseri umani. Inoltre nei pressi delle piattaforme si trovano abitualmente sostanze che comportano numerose patologie gravi, tra cui il cancro. 5. il contributo che deriva dalle estrazioni versato alle casse dello stato è rilevante: 800 milioni di tasse, 400 royalties e 400 concessioni;
6. il quesito posto al referendum equivale alla domanda: “Vuoi che l’Italia investa sull’efficienza energetica, sul 100% delle risorse rinnovabili, sulla ricerca e sull’innovazione?” 6. non possiamo gestire le energie rinnovabili -sole,acqua,vento-a nostro piacimento;

Fonti : immagine http://azionecattolica.it/ambiente/trivelle-mare

http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/rapporti/Trivelle-fuorilegge/

http://www.ansa.it/

http://www.today.it/politica/referendum-trivelle-17-aprile-2016.htmlPolitica e società: che cos’è il referendum e a cosa serve – Sapere.it

Referendum trivellazioni, No Triv: votare SI o NO e come si vota

Sì o no alle trivelle, cosa sapere per votare al referendum


Premio Creatività Città di Marsciano, nona edizione

concorsoLa Cooperativa Onda, in collaborazione con il Comune di Marsciano e Sistema Museo soc. coop. indice il concorso Premio Creatività Città di Marsciano, nona edizione.
Il Premio Creatività Città di Marsciano è ormai diventato un importante momento di incontro fra i migliori artisti emergenti italiani, e attraverso la sua mostra collettiva offre una sintesi delle ultime tendenze dell’arte contemporanea italiana.
Il concorso, la cui partecipazione è gratuita, è rivolto a residenti e/o domiciliati in Italia fino al 35° anno di età, e come sempre è dedicato alle arti visive: pittura, scultura, installazioni, videoarte, fotografia.
I premi mirano come sempre ad offrire opportunità significative per la crescita professionale ed artistica dei partecipanti: a cominciare da “Esponi al museo”, che consentirà al vincitore di organizzare una personale nella storica sede del Museo dinamico del laterizio e delle terrecotte di Marsciano. La produzione del catalogo delle opere, l’apporto critico del presidente di giuria, l’ufficio stampa e un contributo di 600,00 euro sono inclusi nel premio.
Rispettivamente 400 e 300 euro netti andranno al secondo e terzo classificato.
Il premio “Scambio d’autore”, invece, prevede che uno dei vincitori delle passate edizioni del concorso regali una propria opera a un partecipante di quest’anno, come segno di stima e solidarietà fra giovani artisti.
Sarà prodotto anche un catalogo con le foto di tutte le opere esposte commentate dagli autori, di cui sarà realizzata anche una versione online.
Presidente di giuria di quest’anno sarà il prof. Emidio De Albentis: storico dell’arte e docente presso l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia.
L’obiettivo degli organizzatori è accrescere anche quest’anno il numero degli iscritti, che nell’ultima edizione sono stati 250, provenienti da tutte le regioni italiane: Marsciano e il suo museo, attraverso la mostra collettiva sarà ancora una volta punto di incontro, riflessione, scambio e dialogo fra artisti, critici e storici dell’arte, galleristi e naturalmente visitatori.
Il bando integrale e la scheda di iscrizione, da inviare entro l’11 luglio 2016, sono reperibili sul sito ufficiale della manifestazione:

Bando o sul sito
www.marscianoartegiovani.it

info: p.creativita@gmail.com


Fuga di cervelli

cervellia cura di Maria Rita Rizzolo

Perché in Italia stiamo assistendo ad una nuova ondata di emigrazione? Prima di rispondere a questa domanda dobbiamo precisare che non siamo solo di fronte ad una ondata migratoria esterna, ma anche interna in quanto coloro che emigrano non sono solamente italiani verso l’estero, ma anche italiani che decidono di emigrare dal Sud Italia al Nord Italia. Per comprendere questo fenomeno, bisogna innanzitutto sapere che quella a cui stiamo assistendo non è la prima ondata migratoria verificatasi nel corso della storia, infatti fin dagli anni postunitari, gli italiani, hanno cominciato ad emigrare verso i paesi transoceanici, tanto da far scendere a valori assoluti i livelli di popolazione in Italia, così tanto che nel 1900, si parlava di 14 milioni di italiani in partenza a fronte di una popolazione di 33 milioni. A partire dagli anni Venti del novecento, questo flusso migratorio si è progressivamente interrotto, sia per le politiche adottate dagli Usa, che tendevano a limitare i flussi in entrata dall’ Europa Mediterranea, sia a causa della grande depressione degli anni Trenta che, in aggiunta alle politiche antimigratorie dettate dal regime vigente in quegli anni in Italia, il Fascismo, hanno progressivamente messo fine al flusso migratorio verso i paesi transoceanici. Perché gli italiani nati e cresciuti in Italia, ad un certo punto della loro vita hanno deciso di emigrare? Moltissimi italiani hanno trovato nuove opportunità di lavoro all’estero in particolare negli USA, era questo il motivo principale per cui ci si spostava in paesi in cui le opportunità lavorative erano decisamente migliori, in secondo piano vi erano poi motivazioni di tipo religioso o razziale.

Oggi, come detto precedentemente, stiamo assistendo ad una nuova ondata migratoria esterna ed interna nel nostro paese, dovuta ad una mancanza di mutamenti strutturali nelle politiche economico-sociali governative italiane, infatti ciò che ad esempio spinge un neolaureato italiano ad espatriare, anche verso l’estremo oriente, è la volontà di trovare un posto di lavoro all’altezza delle proprie competenze che scarseggia nel nostro paese e che, invece, è alla portata di tutti negli altri paesi; in questo modo l’individuo viene appagato da un lavoro che lo soddisfa e allo stesso tempo il paese che lo ospita beneficia della sua attività professionale; è anche per questo motivo che la nuova ondata migratoria è stata anche denominata “fuga di cervelli”. Dai dati emergeva che, già nel 2010 erano 4.115.235 i residenti italiani all’estero, anche se il numero oggi è in crescita; le regioni maggiormente interessate dal fenomeno sono Sicilia, Campania, Lazio, Calabria, Puglia.

Tutti questi dati ci fanno riflettere sull’importanza, per noi giovani, di avere un futuro che non abbiamo la possibilità di coltivare in Italia, infatti anche quando un trasferimento sembra essere temporaneo, si converte sempre più spesso in qualcosa di definitivo grazie alle innumerevoli opportunità offerte dagli altri paesi ai nostri neolaureati. Riflettendo sul fenomeno, quindi, non possiamo fare altro che mobilitarci perché il nostro governo attui le giuste misure in ambito di politiche economico-sociali, in modo tale da andare incontro alle esigenze dei nuovi lavoratori che possano ambire ad una posizione occupazionale che rispecchi il proprio percorso accademico senza il bisogno di dover lasciare la propria terra, i propri affetti, il proprio cuore.

https://it.wikipedia.org/wiki/Emigrazione_italiana

http://www.newsmagazine.it/conseguenze-collaterali-della-fuga-di-cervelli/


Rugby: uno sport nato dal cuore e dal coraggio

rugby

Nato con il cuore e con il coraggio di andare oltre le regole, la storia del Rugby gira attorno a un giovane ragazzo chiamato William Webb Ellis cittadino Inglese del Warwickshire. Orfano, e originario di Manchester perse il padre all’età di 6 anni durante la battaglia di Albuera. Prese allora la decisione insieme alla madre di andare a scuola ma come molti dei suoi coetanei non era benestante ed entrò nella Public School di Rugby. In quel periodo in molte scuole era ammesso bloccare la palla soltanto con le mani ma era vietato trattenerla. A Williiam  non piacevano le imposizioni, le regole. Il primo novembre del 1823 durante una partita di Rugby, della sua scuola, William prese la palla con le mani ma invece di calciarla si mise a correre fino alla linea di fondo dove la depositò. Spettatori, tifosi e amatori di rugby rimasero sconvolti e, erroneamente, considerarono questo sport come brutale e pericoloso. In realtà, il rugby è uno sport che richiede motivazione, resistenza, coraggio e sopratutto spirito di squadra. E’ uno sport popolare e praticato nelle Isole Britanniche ( Inghilterra, Galles , Scozia e Irlanda) in Francia, in Oceania ( Australia, Nuova Zelanda, Tonga, Figi, Samoa), e in Sudafrica. Il 26 gennaio 1871 a Londra in un ristorante famoso chiamato Pall Mall si formò la Rugby Football Union, che segnò l’unificazione del regolamento per tutte le squadre d’Inghilterra. In Italia è praticato fino dai primi anni del xx secolo, il primo campionato italiano ufficiale di rugby fu organizzato nel 1929. Ancora oggi dopo la sua morte, William continua ad essere famoso per il suo gesto di coraggio.

Matya Azoti Tawi

Fonte :
http://www.instoria.it/home/Rugby.htm
http://rugbylainate.it/il-rugby/storia-del-rugby/
Img : http://www.paginainizio.com/genio/foto/rugby1932.jpg


Storia del primo transgender

a cura di Maria Rita Rizzolo

danish girl

Diretto da Tom Hooper, presentato alla 72° mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia “THE DANISH GIRL” ispirato al libro “La danese” di David Ebershoff, sembrava essere uno dei film più attesi dell’anno, uscito nelle sale il 18 febbraio 2016 ha, invece,incassato appena 3 milioni di euro.

La trama che si sviluppa nella Danimarca degli anni trenta è ispirata ad una storia vera. Il film racconta la vita di Einer Wagner pittore paesaggista apprezzato per le sue mostre pittoriche nell’ambiente artistico danese degli anni trenta e sposato con la giovane e bella pittrice che non gode della stessa fama del marito: Gerda Wagner. Primo transessuale della storia, Einer comincia la sua transizione grazie alla moglie, la quale gli chiede di farle da modella nelle vesti di una ballerina, Lili,da quella volta Einer comincia ad essere sempre più attratto dall’idea di poter essere Lili, tanto da cominciare a vestrirsi ed atteggiarsi come una donna e partecipare agli eventi mondani come Lili, presunta cugina di Einer. Sono queste le prime fasi di transizione che porteranno Einer a prendere una decisione. Infatti, dopo aver chiesto aiuto ad una serie di medici che lo etichettavano come schizzofrenico, Einer si rivolge ad un sessuologo svizzero per un intervento di rassegnazione sessuale, in cui il pittore si offre da cavia nonostante l’elevatissimo rischio di morte che esso comporta. L’aspetto, forse più interessante del film, è l’atteggiamento di Gerda ,donna forte e determinata che accompagna il marito in questo percorso di transizione.

Vincitrice dell’Oscar come miglior attrice non protagonista, Gerda mostra un grande senso di rispetto nei confronti del Einer in quanto non prova a cambiarlo, lo rispetta così com’è. Non è questo un atteggiamento singolare rispetto all’epoca in cui la storia è ambientata, dal momento che anche oggi ci ritroviamo a dover affrontare i pregiudizi negativi della gente nei confronti dei diversi orientamenti sesssuali? L’uscita del film nelle sale ha suscitato due diversi tipi di reazioni: da un lato il film è stato ritenuto troppo melodrammatico, tanto da offuscarne la storia, dall’ altro sembra aver dato vita ad un manifesto per tutti coloro che vivono lo stesso disagio di Einer: sentirsi intrappolati in un corpo che non è il proprio. Non possiamo dare,tuttavia, un giudizio risolutivo del film, bisogna guardarlo, apprezzarlo in maniera distaccata e oggettiva per capire che dietro Einer potrebbe esserci la sensibiltà di una persona con cui parliamo ogni giorno e di cui non riusciamo a cogliere il disagio.

Fonti: http://www.repubblica.it/argomenti/The_danish_girl
https://it.wikipedia.org/wiki/The_Danish_Girl