Con “EstatinSiena” arrivano la musica travolgente dei Baro Drom Orkestar e il loro Power Gipsy Dance.   Aggiornato recentemente!

 

EstatinSiena nella sezione “Meridiani Live” inizia oggi 23 giugno con l’Orchestra Baro Drom ed il loro “Power Gipsy Dance”. A seguire, djset con Ghiaccioli & Branzini. Sarà invece necessario aspettare la fine di luglio per ascoltare il rock blues del deserto del Niger del trio EZZA, guidato da Omar Adam Goumour, inizialmente previsto per il 24 giugno. Purtroppo Adam Goumour Omar, cantante e chitarrista del trio Ezza, ha un problema di salute che lo ha costretto in questi giorni a rimanere sotto osservazione in clinica a Niamey, in Niger. Il gruppo sarà di nuovo in tour e on stage a luglio quando toccheranno anche Siena.

EstatinSiena nella sezione “Meridiani Live” prosegue l’8 luglio con Fanfara Station, un progetto in trio con looping dal vivo che fonde la forza di un’orchestra di fiati, l’elettronica e i ritmi e i canti del Maghreb. Infine, l’11 luglio, Peppe Voltarelli, cantante di origini calabresi, autore di canzoni, attore, performer. Palcoscenico per tutti gli appuntamenti, il Chiostro di San Francesco, a Siena, in Piazza San Francesco. Al calare della sera, alle 21,30, inizia la musica. E con “Meridiani live” la volontà è quella di raccontare il sud delle geografie musicali, le musiche che tendono all’equatore dell’anima, oltre i generi e le definizioni. E’ questo il filo rosso che lega i quattro concerti

“Genau!” è il nuovo e atteso album di Baro Drom Orkestar. Tradizione, innovazione e soprattutto originalità sono le parole chiave, un mix che fa ballare dalla prima all’ultima nota. L’album presenta anche alcuni ospiti molto speciali, compagni di viaggio dell’Orchestra, come Goran Kovacevic, il percussionista e il cantante Rocco Zecca e la voce di Arianna Romanella. Tante le influenze musicali della band che ha suonato in grandi club e partecipato a importanti festival in Europa, tra cui Moods Jazz Club (Zurigo), Isny Theater Festival (Germania), Wangen Jazz Point (Germania), Lindau Festival (Germania), Hoftheater Baienfurt (Germania), Festival di Musica di Chianciano Terme, Festival di Musica dell’Austrada,Sentieri Acustici, Festival Popolare, Festival della Musica Etnica di Civitavecchia, L’Auditorium Flog di Firenze.

Per informazioni, basta cliccare sul sito internet di Bside www.sonarlive.com, la pagina Fb di Sonar Live e l’account twitter sonarlive, sul sito web del Comune di Siena all’indirizzo www.comune.siena.it.

Inizio spettacoli ore 21,30. È possibile seguirci su enjoysiena e con l’hashtag #estatinsiena.

Infoline: bsieda2004@hotmail.com, cell. 339 3476872.

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Maturità 2017: la fine o l’inizio?   Aggiornato recentemente!

Ci siamo, il momento tanto temuto o tanto atteso è ormai arrivato. Migliaia sono gli studenti che in questi giorni  stanno affrontando gli esami di maturità. Come ogni traguardo ognuno la vive a modo suo: c’è chi da tempo freme di andar via, lasciare la scuola e tuffarsi in una nuova avventura, universitaria o meno. C’è chi invece la vive con timore, ma soprattutto con la tristezza di dover lasciare i banchi di scuola, gli amici di sempre e in un certo senso “diventare grande”. Perché pensiate li abbiano chiamati “esami di maturità?” . Ebbene, non si tratta solo di esami in cui viene testata la vostra preparazione scolastica, ma segnano un passaggio a una nuova vita. Difatti che voi decidiate o meno di andar via di casa, tutti, ma proprio tutti, una volta ottenuto quel diploma, vi guarderanno con occhi diversi. Non i vostri genitori, non sperateci, per loro resterete sempre “piccoli e indifesi”.

Ma torniamo agli esami, ricordo ancora la mia maturità, era il Giugno del 2010. Quella fu l’estate dei mondiali in Sud Africa, l’estate del “waka-waka” per intenderci. Di fatto a ogni prova superata in quei tre giorni, seguivano serate tra amici in cui guardavamo le partite e nel mentre ripassavamo tutto il programma scolastico per il giorno seguente. Sembrava quasi di essere a un meeting o a una sorta di inquisizione: tutti facevano domande ma pochi avevano le risposte.

Qualcuno “crollava” per la paura di non riuscire a superare le prove e poi c’erano loro, gli addetti al far rientrare qualsiasi tipo di crisi: di solito coincidevano con i compagni delle ultime file, quelli che ti facevano ridere nei momenti meno opportuni e che in genere richiamavano su di sé l’attenzione dell’intera classe, poiché erano gli unici “coraggiosi” a sfidare i prof e i loro rimproveri. Durante le serate pre-maturità, non appena qualcuno mostrava “segni di cedimento”, iniziavano a raccontare quell’episodio divertente, avvenuto in classe il giorno x e alla fine non c’era più spazio per la paura né per le lacrime, ma solo per le risate. Perciò ogni serata passata a ripetere con i compagni di sempre si concludeva con la convinzione che nonostante tutto ce l’avremmo fatta.

Il tutto era scandito dalle note di quello che è ormai l’inno ufficiale di ogni maturità che si rispetti: “Notte prima degli esami” di Antonello Venditti. La ascoltavamo ad alto volume dopo aver ripassato tutto, la ricarica giusta per far fronte al giorno seguente. Ricordo ancora la prima prova: al suonare della campanella seguì un urlo collettivo ma non liberatorio, come quando finisce la scuola e si dà inizio alle vacanze, bensì “di battaglia”. Quelle urla stavano a indicare che eravamo pronti.

Quel giorno varcammo la soglia tenendoci per mano. Dopo aver preso posto, ci trovammo davanti a quello che non era solo un foglio, ma qualcosa che attestava la fine di tutto e magari l’inizio di un qualcosa, chissà… Al primo giorno di prova seguirono gli altri e ognuno di noi le superò tutte, compreso il colloquio finale. Quei giorni furono indimenticabili, quegli anni lo furono. Perciò ogni volta che si avvicina il periodo della maturità, ripenso sempre a quando l’ho vissuta in prima persona con la consapevolezza che tutte le prove della nostra vita sono un pò come l’esame di maturità: affrontatela al meglio e vedrete, comunque vada, sarà un successo.

 

Buona maturità a tutti!

 

Laura Modafferi

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13 Reasons Why   Aggiornato recentemente!

 

13 Reasons Why, una serie tv che ha spopolato tra giovani ed adulti.

Fino a pochi anni fa avrebbe creato negli animi di tutti sdegno.

In questa serie si racconta di come una ragazza di 17 anni abbia lasciato a dei suoi amici e non, delle cassette in cui racconta i motivi per cui si è tolta la vita, scoprendo anche molti segreti dei vari personaggi.

Questa serie ha creato nel pubblico due opinioni diverse.

Molti pensano che questa serie tv possa insegnare molto ai ragazzi a rispettare la privacy e le opinioni altrui, ma l’altra minima parte di spettatori, crede che in questa serie si parli in modo troppo forte e normale del suicidio ed altri argomenti al giorno d’oggi molto diffusi .

Viene infatti descritto come Hanna, la protagonista, si sia tolta la vita, o di come sue foto siano circolate, in modo semplice e fin troppo veloce, per le classi e i corridoi della suola.

Questa serie è, per l’appunto, ambientata principalmente all’interno della scuola, in cui i ragazzi si scambiano opinioni, e si avvicinano, molto spesso in modo crudele, l’uno all’altro.

   Silvia Burroni

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Il Palio e la sua storia   Aggiornato recentemente!

 

 

 

Il Palio non è una manifestazione riesumata ed organizzata a scopo turistico: è la vita del popolo senese nel tempo e nei diversi suoi aspetti e sentimenti. Esso ha origini remote con alcuni regolamenti ancor oggi validi dal 1644, anno in cui venne corso il primo palio con i cavalli, così come ancora avviene, in continuità mai interrotta (ad eccezione del periodo delle due guerre mondiali del XX° secolo).
Il territorio della Città è diviso in diciassette Contrade con dei confini stabiliti nel 1729 dal Bando di Violante di Baviera, Governatrice della Città.
Ogni Contrada è come un piccolo stato, retto da un Seggio con a capo il Priore e guidato nella “giostra” da un Capitano, coadiuvato da due o tre contradaioli detti “mangini”.
Possiede, entro il suo territorio, una Chiesa con annessa la sede ove viene custodito tutto il suo patrimonio: cimeli, drappelloni delle vittorie, costumi della Comparsa – quelli in uso e molti di antica data – bandiere, archivio e tutto quanto altro concerne la vita della Contrada stessa.
Ad ogni fantino viene consegnato un nerbo di bue con il quale potrà incitare il cavallo o ostacolare gli avversari durante la corsa. Quindi si procede all’avvicinamento verso la “mossa”, ossia il punto dove sono stati tesi due canapi tra i quali saranno chiamati ad allinearsi cavalli e fantini. L’ordine di entrata è stabilito dalla sorte, infatti le Contrade vengono chiamate secondo l’ordine di estrazione. La decima e ultima, entrerà invece di “rincorsa” quando lo riterrà più opportuno, decidendo così il momento della partenza. Se la partenza non sarà valida, uno scoppio del mortaretto fermerà i cavalli. Quest’ultimi dovranno compiere tre giri di pista per circa 1000 metri e solo al primo arrivato sarà riservata la gloria della vittoria. Chi vince è comunque il cavallo, infatti può arrivare anche “scosso”, ossia senza fantino.
I festeggiamenti iniziano subito: i contradaioli ricevono il Palio e con quello si recano in Provenzano (per il Palio di luglio) o al Duomo (ad agosto) per cantare il Maria Mater Gratiae di ringraziamento alla Madonna. Da questo momento in poi ogni occasione sarà buona per ricordare alla città la vittoria conquistata sul Campo, fino all’autunno, quando, tra il mese di settembre e i primi giorni di ottobre, nel rione vittorioso addobbato a festa, si svolgerà la “cena della vittoria” a cui parteciperanno migliaia di contradaioli e, al posto d’onore, il cavallo vittorioso, vero e proprio ammirato eroe.

In cosa consistono le batterie di selezione?
Sono corse da 5-6 cavalli ciascuna ed hanno lo scopo di verificare la condizione dei cavalli presentati per il Palio (di solito una trentina) e la loro adattabilità al percorso della Piazza del Campo; non sono dunque delle vere e proprie gare di corsa. Si svolgono in genere tra le 9 e le 11 del mattino e al termine i Capitani delle Contrade che partecipano al Palio scelgono 10 cavalli per la corsa (non necessariamente i migliori: si può optare per un cavallo sano e/o affidabile in favore di un cavallo forte, ma che può presentare problemi).

In cosa consiste l’assegnazione dei cavalli?
Una volta scelti i 10 cavalli, questi vengono assegnati alle 10 Contrade che partecipano al Palio mediante estrazione a sorte. L’estrazione avviene solitamente tra le 12:30 e le 13:30, nella Piazza del Campo gremita di folla. E’ un momento fondamentale perché solo dopo aver conosciuto il cavallo con il quale dovranno correre le Contrade potranno mettere in atto le proprie strategie. E’ dunque un momento di grande tensione, testimoniata dall’esultanza dei contradaioli che ricevono in sorte un buon cavallo e dalla delusione di quelli che ne ricevono uno ritenuto non buono.

Come si svolgono le prove?
Ciascuna Contrada porta il proprio cavallo in Piazza, accompagnato da un folto gruppo di contradaioli e dai loro canti. Questo avviene da un’ora a mezz’ora prima dell’orario previsto per lo svolgimento della prova. Quindi viene sgomberata la pista e chiusi gli accessi alla Piazza. La prova si svolge simulando il Palio, ossia sempre sulla distanza dei tre giri, ma non si tratta però di una vera gara, in quanto il risultato non ha alcun valore: lo scopo è di permettere a cavalli e fantini di adattarsi al meglio alla pista e alla situazione in vista del Palio. Perciò non stupitevi se qualche cavallo una volta provata la partenza, viene “tenuto” dal suo fantino e magari compie soltanto uno o due giri.

A che ora è previsto lo svolgimento delle prove?
Alle 9 per quelle del mattino. Per quelle del pomeriggio alle 19:45 per il Palio di luglio, alle 19:15 per quello di agosto.

Silvia Burroni, Martina Pagni

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I mass media   Aggiornato recentemente!

 

Per mass media intendiamo tutti quei mezzi che ci permettono di comunicare con molte persone in pochi secondi.
Gli esempi più usati al giorno d’oggi sono i social media, come facebook, twitter o instagram.
In molti casi questi possono essere un mezzo utile e positivo, che permette di comunicare con amici da ogni parte del mondo.
Negli ultimi anni i social media vengono usati sempre di più da bambini piccoli, senza il minimo controllo dei genitori.
Su internet troviamo spesso dei giochi, che possono essere anche luogo di cyberbullismo e minacce.
Alcuni di questi sono semplicemente dei passatempi, che ti permettono di perdere tempo e divertirti, mentre altri ti portano addirittura alla morte.
Un esempio molto vicino a noi, è il gioco che ha spopolato questo inverno in Russia, chiamato “Blue Whale”.
Questo gioco contiene 50 sfide, tutte molto cruenti e letali. Infatti l’ultima sfida è quella di salire su un palazzo e lanciarsi, portandoli così al suicidio.
Perciò genitori, state attenti a come i vostri figli utilizzano computer, cellulare ed internet in generale, così da evitare che ricevano minacce o lavaggi del cervello da persone sconosciute.

Silvia Burroni, Martina Pagni

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I giovani e l’alcool   Aggiornato recentemente!

 

Negli ultimi anni la maggior parte degli adolescenti ha iniziato ad assumere una quantità eccessiva di alcolici e superalcolici.

Attualmente questo problema viene sottovalutato dai ragazzi stessi, ma soprattutto dai loro genitori, che non parlano dell’argomento pensando che questa sia solamente una fase della crescita, sbagliando.
Infatti tutti i giovani iniziano a bere durante una serata divertente con gli amici, e se non sono controllati o ripresi, continueranno a bere a tutte le feste a cui andranno, fino a che l’assunzione di alcool non creerà problemi.
Alcuni dei motivi principali per cui i ragazzi bevono è il voler dimenticare e per essere più sicuri di se stessi, mettendo da parte i loro problemi per qualche ora, sentendosi meno soli e più apprezzati degli altri ragazzi.
Il passatempo preferito dei ragazzi di oggi per il sabato sera, è quello di andare in giro per locali e discoteche, bere tanto alcool da non riuscire a tornare a casa e dormire da un amico, o meglio, nella sua automobile.
Ma non sarebbe meglio divertirsi nei locali, senza assunzione di alcolici?

                   Silvia Burroni, Martina Pagni

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Sport in Piazza 2017

 

Sabato 3 giugno si svolgerà a Siena la terza edizione dell’iniziativa “Sport in Piazza”. 

In un solo giorno in varie piazze della città, si potranno sperimentare tantissime discipline sportive all’insegna del sano divertimento. Dal judo all’atletica leggera, dal

pattinaggio a rotelle agli scacchi. Ma anche karate, tennis, pallacanestro, pallavolo, bocce e molto altro.

Tutte le attività si svolgeranno dalle ore 17 alle 20.

Ecco l’elenco delle piazze: Piazza del Campo, La Lizza, Piazza Salimbeni, Piazza del Mercato, Piazza San Francesco, Piazza Gramsci, Piazza Tolomei e Piazza Matteotti.

 

L’iniziativa è organizzata dal Comune di Siena in collaborazione con il Coni.

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UNA VITTORIA DA RICORDARE   Aggiornato recentemente!

 

Tutti sappiamo della rivalità che esiste tra Siena e Firenze, ma perché tutto questo contrasto? Bisogna sapere che tutto ciò ha origini ben più antiche da quelle attuali.

Fin dall’anno 1000 si registra una tensione crescente tra Firenze e Siena, due città che erano cresciute grazie alle attività mercantili e commerciali. Ovviamente, i loro interessi erano da tempo in conflitto e la rivalità economica si traduceva in una rivalità politica e di egemonia sul territorio, che vedeva a Firenze la supremazia dei guelfi, sostenitori del Papa, e a Siena quella dei ghibellini, alleati dell’Imperatore Manfredi di Svevia, figlio naturale di Federico II°.

La goccia che fece traboccare il vaso arrivò con il mancato rispetto da parte senese degli accordi stipulati fra i due comuni, nel 1255, alla fine di una guerra che si era conclusa in maniera sfavorevole per Siena e nei quali si sanciva l’alleanza con i fiorentini e l’impegno a non accogliere coloro che fossero stati banditi da Firenze, Montepulciano e Montalcino. I senesi, però, al contempo erano legati, dal 1251 ad un patto di reciproca assistenza con i ghibellini fiorentini. Così quando, nel 1258, questi furono cacciati da Firenze, Siena li accolse, venendo meno al trattato siglato tre anni prima.

E fu per questo che, il 4 settembre dell’anno 1260, Siena è stata teatro di una delle più celebri e cruente battaglie che la storia d’Italia ricordi, quella tra senesi e fiorentini; battaglia conclusasi con una vittoria così schiacciante dei primi, nonostante il numero ridotto delle forze in campo, che ancora oggi Siena ne mantiene vivo il ricordo.

Infatti, nonostante la superiorità numerica dei fiorentini (l’armata guelfa era composta da 3.000 cavalieri e 30.000 fanti, mentre l’armata ghibellina da solo 1.600 cavalieri e 18.000 fanti), a Montaperti i senesi riportarono una vittoria schiacciante dopo 11 ore di battaglia ininterrotta.

La battaglia di Montaperti rappresenta però solo un episodio estemporaneo nello sviluppo successivo. Infatti, nel giro di pochi anni la fazione guelfa riprese il dominio della regione. Quello che sfugge spesso è che Firenze aspettò ben 9 anni per avere la sua vendetta. Nel 1269, nella battaglia di Colle, Siena dovette subire una sonora sconfitta. La vittoria guelfa restaurò la supremazia fiorentina sul territorio senese…Ma tralasciamo ciò che avvenne in seguito e soffermiamoci su quella schiacciante vittoria di Montaperti. Di questo successo senese, anche se dall’Archivio di Siena sono misteriosamente scomparsi tutti i documenti del secondo semestre dell’anno 1260, ragion per cui l’epico conflitto del 4 settembre di quello stesso anno è stato praticamente cancellato dalla storia, ma nonostante tutto i ricordi della famosa Battaglia di Montaperti si possono ritrovare nel territorio.

Tra questi si possono ricordare le “cronache senesi” del 1430 che citano la località dello scontro tra i due eserciti con il nome di Monte Aperto (antica denominazione di Montaperti), nella valle della Malena, ove sorgeva anche un castello. Oggi questa località si chiama appunto Montapertaccio (in toponomastica il suffisso “accio” viene applicato ai nomi di luogo nei quali è andato distrutto l’edificio più importante) e i resti del castello sono ancora visibili sotto la piramide eretta, a ricordo della grande vittoria dei senesi.

Inoltre, secondo alcune fonti, fu proprio in ricordo della memorabile battaglia di Montaperti e dello scampato pericolo che i senesi decisero di indire l’evento più importante del territorio senese, ovvero il Palio. Si tratta, infatti, di una delle corse di cavalli più antiche del mondo e, probabilmente, la festa storica più importante e conosciuta d’Italia, che si svolge 2 volte l’anno: il 2 luglio in onore della Madonna di Provenzano ed il 16 agosto in onore della Madonna dell’Assunta nella celebre piazza del Campo.

La corsa, alla quale partecipano, per estrazione, solo 10 tra le 17 contrade che disegnano i vari rioni cittadini, prende il nome da pallium (mantello di lana), che era il drappo di stoffa pregiata destinato alla Chiesa del rione vincitore. Dal Settecento, invece, si è affermata l’idea del Palio-dipinto, infatti il più antico drappellone conservato a Siena risale proprio al 1715. Il Carroccio che si vede sfilare durante il corteo storico del Palio di Siena è stato appunto ricostruito sulla base di disegni dell’epoca a somiglianza di quello utilizzato in questa battaglia.

Ed è appunto nel luglio del 2010, in occasione della ricorrenza del 750° anniversario che il Palio è stato dedicato proprio alla Battaglia di Montaperti.

Nonostante sia passato tantissimo tempo da questa famosa battaglia, il ricordo rimane tutt’ora vivo nei contrasti che sorgono tra le due città, anche questo contrasto potrebbe essere un ulteriore testimonianza di quel conflitto che pur non conservando nessun documento rimane indelebile nell’animo e nell’orgoglio sia senese che fiorentino.

                                                                                                                                                                                                                                                                   

                                                                                                                                                                                                                                                                                 di Daisy Pecoraro
http://www.ilpalio.siena.it/5/Personaggi/68

http://lepietrevive.it/it/storia/

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Un castello….tanti misteri.   Aggiornato recentemente!

 

Visitando il Palazzo Comunale di Siena, nella Sala detta del Consiglio o delle balestre, si può ammirare un affresco dove viene rappresentata la presa di Poggibonsi, avvenuta nel 1479 da parte delle truppe del duca di Calabria, in guerra contro i fiorentini, eseguito da Giovanni di Cristoforo Ghini e da Francesco d’Andrea. Su quell’affresco oltre ad essere rappresentata la vittoria, si può notare anche un castello come unico con il vessillo ancora issato, si tratta del misterioso castello di Strozzavolpe. Un nome che già di per sé è una promessa di storie paurose e misteriose. Ed è proprio da un misterioso fantasma che si aggira in questo castello che deriva questo strano nome.

Al contrario da come si possa pensare quando si parla di fantasmi, non è di un uomo che si tratta, bensì di un animale, una volpe.

Tutto ebbe inizio nell’XI secolo quando un uomo di nome Bonifazio, Duca e marchese di toscana, si ostinò a far costruire un castello nonostante l’opposizione di una strana volpe che sputava fuoco e fiamme dalla bocca, una creatura talmente malefica e feroce da costringere alla fuga anche i cavalieri più coraggiosi. Iniziò così una vera e propria caccia alla volpe, dopo vari tentativi, tutto fu vano perché nessuno riusciva a catturare questa malefica creatura. Così il Duca stufo, decise di tendergli una trappola. Nascostosi nel bosco, gli lanciò un laccio che, passato intorno al collo della povera volpe, morì strozzata.

La gioia del principe durò ben poco, poiché il mago di corte profetizzò che il castello sarebbe durato quanto il corpo della volpe e che quando i vermi ne avessero distrutto il corpo, anche il castello sarebbe caduto. Allora il principe decise di imbalsamare la volpe e di farle colare oro liquido dalla bocca, così divenne una volpe d’oro massiccio. Per preservare tale ricchezza il principe ordinò che fosse murata nelle fondamenta del castello e come guardie del prezioso ‘talismano’ furono messi tre cavalieri.
Passarono gli anni ed i secoli ed un giorno un muratore, lavorando intorno al castello, disseppellì uno strano oggetto che sembrava una volpe di pietra. Appena la prese in mano uscirono tre cavalieri dalle strane armature, che malmenarono il muratore e nascosero la volpe in un altro posto segreto.

Si narra che i tre cavalieri abbiano riportato la volpe d’oro sotto le fondamenta del castello ma che nelle notti di luna piena esca e si aggiri nei boschi di Strozzavolpe.

Altri spettri del castello sembrano legati ad una certa Cassandra Franceschi che, trovata dal marito in dolce compagnia del suo amante, non potendo contare a quel tempo sul divorzio, decise di farla rimanere con il suo amato il più a lungo possibile murandoli vivi e facendoli morire di fame.

Ancora oggi c’è chi sostiene che, in particolar modo nella cosiddetta “camera rossa” dove è stata trovata insieme all’amante dal marito, si possano udire dei sospiri e si percepisce subito la presenza di qualcosa o qualcuno.

La misteriosa storia di Strozzavolpe non finisce qui perché altri ancora sono gli abitatori notturni del castello. Tra questi vi sono quelli, molto più rumorosi, della “casa delle suore e dei frati” dove si possono udire rumori di catene e colpi sordi alle pareti. Sembrerebbe che gli spiriti che vagano nelle sue stanze siano indemoniati e che per farsi sentire possano solamente far rumore attraverso metalli, pareti, vetri o voci.

Sul finire degli anni 70 fu chiamata una squadra di operai per restaurare una parte del castello. Durante un giorno di lavoro venne trovato un merlo murato di recente, mentre nel contempo l’operaio che lavorava in quel luogo era misteriosamente scomparso. Disfatta la muratura del merlo, fu trovato un orcio di terracotta vuoto ma, dentro una canna, una pergamena bruciacchiata dove era stata scritta, in caratteri gotici, la storia di un tesoro sepolto. Fatte alcune indagini si scoprì che l’operaio era partito con tutta la sua famiglia per ignota destinazione, ma questa volta forse si intravede un lieto fine. Infatti ci auguriamo che l’operaio abbia trovato il tesoro e viva felicemente, in qualche posto nascosto e chissà anche misterioso, insieme alla sua famiglia.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        di Daisy Pecoraro

http://www.daltramontoallalba.it/luoghi/strozzavolpe.html

http://www.iltesorodisiena.net/2015/09/il-castello-di-strozzavolpe-e-la-sua.html

http://www.luoghimisteriosi.it/toscana_strozzavolpe.html

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Pint of Science Siena: la scienza incontra la birra per raccontare la ricerca scientifica

Il 15-16 e 17 maggio si terrà nei pub di 18 città italiane l’evento di divulgazione scientifica Pint of Science”, una pinta di scienza. La manifestazione, nata nel Regno Unito ed importata in Italia grazie ad un gruppo di scienziati ed appassionati, si propone di avvicinare il grande pubblico alle ultime ricerche scientifiche.

Pint of Science raccoglie ricercatori di tutto il mondo di fama internazionale e porta le loro ultime ricerche al grande pubblico degli appassionati di birra. Nata nel Regno Unito nel 2013, la manifestazione si svolge ora in 11 paesi: Regno Unito, Francia, Spagna, Italia, Australia, Brasile, Canada, Germania, Irlanda, Thailandia, Giappone. Siena è una città abituata ad accogliere eventi culturali, anche di carattere scientifico: la ricerca incontra la gente per presentarsi ad essa parlando la lingua di tutti i giorni. E Pint of Science ha una marcia in più: infatti cosa c’è più rilassante e informale di una chiacchierata tra amici in un pub, sorseggiando una pinta di birra?” -afferma Giovanni Bianchi, coordinatore di Pint of Science Siena-Entrando nei pub, la ricerca scientifica vuole diventare amica di tutti, proponendo al pubblico un’offerta trasversale atta a soddisfare i più disparati interessi.”

Durante la tre giorni dell’evento, scienziati rinomati a livello internazionale spiegheranno, in modo comprensibile anche ai non addetti ai lavori, i temi scientifici più attuali: dalle onde gravitazionali all’alimentazione, dalla robotica ai vaccini, dall’energia alternativa allo studio del cervello. Il nostro principale obiettivo è quello di presentare ricerca di prima mano, fatta a Siena, i cui contenuti sono spesso completamente ignorati da chiunque non sia addetto ai lavori. Sarà un approccio del tutto nuovo” racconta Giovanni Bianchi.

Pint of Science, evento senza scopo di lucro in cui tutti lavorano su base volontaria, prevede il coinvolgimento di pub, bar e locali per ognuna delle sedi nelle quali saranno affrontati argomenti scientifici diversi suddivisi in sei aree tematiche: Beautiful Mind (neuroscienze, psicologia e psichiatria), Atoms to Galaxies (chimica, fisica e astronomia), Our Body (biologia umana), Planet Earth (scienze della terra, evoluzione e zoologia), Tech Me Out (tecnologia e computer), Social Sciences (diritto, storia e scienze politiche).

A Siena l’evento si svolgerà in due locali del centro storico: il Bar Il Palio, in Piazza del Campo, dalle ore 19:00 e il locale Cacio e Pere, in via dei Termini, dalle ore 20:15.

Gli esperti presenti all’evento introdurranno la scienza nei locali della città e spiegheranno importanti temi di ricerca scientifica anche ai meno esperti in materia.

Inoltre, per ogni serata, è previsto un momento di discussione tra i partecipanti e lo speaker.

Il programma senese di Pint of Science 2017:

Bar Il Palio – Piazza del Campo, 47 (ore 19:00)

Lunedì 15 maggio : Mauro Barni, C.S.I., dalla fiction alla realtà. Elaborazione delle immagini per applicazioni forensi”

Martedì 16 maggio: Dario Albarello, Prevedere i terremoti”

Mercoledì 17 maggio: Letizia Marsili. La biodiversità del Mare Nostrum ad elevato rischio di conservazione”

Cacio e Pere – Via dei Termini, 70 (ore 20:15)

Lunedì 15 maggio: Giulia Capecchi e Pasquale Delogu, L’uomo di Neanderthal: aspettare 100.000 anni per una TAC”

Martedì 16 maggio: Rita Vignani, Il Fingerprinting genetico nelle produzioni agroalimentari di qualità”

Mercoledì 17 maggio: Studenti Istituto Sarrocchi, Come insegniamo ai robot a salvare le vite umane”

Pint of Science – La Storia

Nel 2012 Michael Motskin e Praveen Paul erano due ricercatori all’Imperial College di Londra. Diedero vita ad un evento chiamato Meet the researchers” (Incontra i ricercatori) nel quale alcuni malati di Parkinson, Alzheimer, malattia del motoneurone e sclerosi multipla potevano andare nei loro laboratori a vedere quale tipo di ricerca facessero. L’evento fu molto motivante sia per i visitatori che per i ricercatori.

Pensarono che se le persone vogliono entrare nei laboratori e incontrare i ricercatori, perché non portare i ricercatori fuori ad incontrare le persone? E così nacque Pint of Science. Nel Maggio 2013 si tenne la prima edizione di Pint of Science che ha portato al grande pubblico alcuni dei più rinomati ricercatori a raccontare il loro lavoro innovative agli amanti della scienza e della birra. È stato un successo strepitoso.

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